Un legnanese in Africa

30/06/2012

Da anni una bella coppia di legnanesi vive e lavora in africa e scopre che la passione per lo sport aggrega un crescente numero di giovani concittadini…   rientrato in perfetta forma Matteo decide che è tempo di inforcare la bici, di bambù made in zambia, per un’impresa di quelle a cui era solito partecipare in gioventù, ovvero partire da casa, a Lusaka, per arrivare a Londra, giusto in tempo per le paraolimpiadi.

Matteo sta relazionando tappa per tappa il proprio viaggio, una lettura piacevole ed interessante anche per chi ha acceso il condizionatore… (per facilitarvi suggerisco di utilizzare il link PRECEDENTE in alto alle pagine di giornata.)


In bici alla Conferenza sulla decrescita

15/06/2012

da DEMOCRAZIA KM ZERO il manifesto 14-6-2012

Ci salverà la “crescita” targata Monti-Passera? I “project bond”, i titoli di debito legati ad infrastrutture qualunque, purché “grandi”? E poi: ci salveranno da cosa? Dalle manovre speculative di chi maneggia tali masse di denaro virtuale da potersi comprare stati nazionali al completo? Le solite domande. Ci perseguiteranno per tutta l’estate, quando in spiaggia gli altoparlanti non diffonderanno, come negli anni sessanta, “Nessuno mi può giudicare, nemmeno tuuuuu”, ma lo “spread” tra titoli italiani e tedeschi. Saremo così esausti, in settembre, che discutere di decrescita, per di più a Venezia, sarà un vero sollievo. Però, se già non ce la fate più e volete scaricare un po’ di energia in eccesso, il 9 luglio partirà da Barcellona, sede dell’ultima Conferenza inetrnazionale sulla decrescita prima di quella veneziana, il Tour 2012 di Ecotopia, “una comunità di attivisti ecologisti – così si presentano – che ogni estate, da vent’anni, organizza un viaggio in bicicletta in Europa”, quest’anno appunto dedicato al tema della decrescita e che ha per meta la Laguna. Duemila chilometri (una cinquantina al giorno), cibo solo da piccoli negozi e fattorie sul percorso, riciclo, riuso e riduzione dei rifiuti, cooperazione su tutto, visite a eco-fattorie, centri sociali, attivisti della bicicletta, comitati per la salvaguardia del territorio, e così via. Prima la Provenza poi prima tappa in Italia – indovinate? – in Val di Susa. Si accettano inviti e partecipanti. Tutto su http://www.ecotopiabiketour.net.
Si arriva il 19 settembre a Venezia, dove sta cominciando la Conferenza, il cui programma è ormai definito (www.venezia2012.it). Cinque giorni, sessantunoworkshops, undici activity-workshops, sei parallel forum, tre forum tematici, due assemblee delle reti dei movimenti e una serie nutrita di eventi collaterali. Seicento il numero massimo di partecipanti ammessi, che dovranno farsi carico di una quota di 160 euro necessari per auto-sostenere i costi, compresi, però, i pasti e l’accesso agli spettacoli (sponsor zero, e meno male: solo il comune e le università di Venezia hanno messo a disposizione spazi e aule): affrettatevi ad iscrivervi.
Impossibile elencare qui temi e incontri, e relatoriprovenienti da tutto il mondo. Solo qualcuno tra i non italiani: naturalmente, Serge Latouche e Joan Martinez-Alier, padri nobili della decrescita, ma anche Tim Jackson, economista capo di uno staff governativo della Gran Bretagna che ha redatto il rapporto “Prosperità senza crescita”; Rob Hopkins, il fondatore delle Transition Towns; Gustavo Soto, boliviano, direttore del Centro studi sui diritti economici, sociali e culturali; Emmanuel N’dione, sociologo senegalese; Colin C. Williams, dell’università di Sheffield; Guorùn Pétursdòttir, presidente del comitato per la nuova costituzione islandese, Alfredo Pena-Vega del centro Edgar Morin. Eccetera. La sera della giornata inaugurale, la “Repubblica del 99%”, dibattito sulla democrazia della decrescita promosso da Democrazia Km Zero, con Ignacio Ramonet, Alberto Magnaghi, Mario Pezzella, Luca Casarini e chi scrive. Avete un’altra possibilità: comprare on line un “last minute” per Sharm El-Sheik. E restarci.
http://www.democraziakmzero.org


Freddo polare: in bici ci si scalda

19/01/2012

e si salvano i ghiacci?

Certo che se tutti abbandonassimo l’auto SI, contribuiremmo a raggiungere un obiettivo che continua ad essere rimandato dalle agende di leader internazioali, ovvero bloccare il riscaldamento del pianeta. Certo non sembra sufficiente, anche se in tal caso la coscenza collettiva dovrebbe essere decisamente più sensibile e probabilmente andare oltre la mobilità. Attualmente non sembra sufficiente la crisi economica a cambiare la prospettiva di crescita e sviluppo a tutti i costi. Uno sviluppo che nella maggior parte dei casi tritura chi lavora senza concedere che il privilegio di consumare, attività che regge un sitema drogato, al collasso. Con la responsabilità di ognuno, è chi governa che deve invertire la rotta: ascoltare, analizzare esattamente gli scenari alternativi, prendere decisioni nell’interesse collettivo, pretendere la partecipazione delle persone.

SIAMO PRONTI ?


Cicli e ricicli della storia

18/07/2011

Ed ecco che in borgo Sant Ambrogio si materializza una bicicletta che sa di reliquia. Era già successo lo scorso anno con la maglia vede del Giro 2010 conquistata da Matthew Lloyd, attualmente disoccupato…

le vie legnanesi sono rappezzate con l’effetto speciale delle strade in selciato belga; le “piste ciclabili” si interrompono per far transitare le auto, ma per la sicurezza dei ciclisti; attendiamo venga licenziato un piano serio per la mobilità ciclabile…

PEDALA!


Piano di Governo del Territorio

22/11/2010

Anche a Legnano si è alle strette finali per PGT: l’amministrazione ha presentato il documento, ora abbiamo tempo fino alla fine dell’anno per presentare proposte ed obiezioni. L’associazione RiCiclO, nella fase partecipativa, aveva presentato una proposta  relativa alla ciclabilità http://riciclo.wordpress.com/2010/04/06/la-nostra-proposta-per-il-p-g-t/ che pare non sia stata presa in grande considerazione.


Oggetto: Pam Parco Ticino investimento da buttare?

28/09/2010

E’ forse la pista cercavamo da mesi e che non trovavamo? che abbiamo percorso per caso a tratti tra i rifiuti e le buche? per cui il comune di Legnano vorrebbe investire i denari ottenuti con il progetto EXPO DEI TERRITORI? matti ce la racconta.

Che possa essere meglio seguire il tragitto intercomunale testato un anno fa da RiCiclO?

Nel sito del PAM è possibile informarsi sul corridoio ecologico di collegamento fra il Parco Alto Milanese stesso ed il Parco Lombardo del Ticino.
Per chi dopo avere visionato all’interno del sito del Parco il progetto dell’opera e da esso invogliato volesse percorrerne il tratto fino a Buscate come successo al sottoscritto potrebbe constatare di persona la differenza tra gli intenti contenuti nell’esposizione del progetto e la realtà.
Lo stato in cui versa il “corridoio” senza essere ancora considerabile critico a mio giudizio consiglia una particolare attenzione nella gestione dello stesso.
Se alcuni accorgimenti negli attraversamenti in prossimità delle strade che esso incrocia potrebbero aumentarne la sicurezza e risentono delle problematiche generali del raccordare una pista ciclabile al tessuto viario esistente, i problemi maggiori riguardano il sentiero.
Delle opere di sistemazione e riqualificazione auspicate  e lette nel progetto poco si nota in quanto l’attenzione di chi lo percorre viene catalizzata dal degrado ( a cui non è nuova la zona visto le segnalazioni apparse sulla stampa in tempi e frequenze ben evidenziate)dovuto a scarichi di materiali vari soprattutto di pericolose quantità di amianto.
Non solo, la quantità del volume di  essi cambia da una visita all’altra….Tutto questo a fronte di altri non trascurabili problemi.In primis i vandalismi (o la mancata manutenzione?)che hanno colpito gli accessori  di supporto “didattico”al sentiero, la percorrenza dello stesso a volte semiostruita dagli stessi materiali di cui sopra,alcune percorrenze con mezzi a motore che poco hanno a che vedere con un sentiero ciclopedonale.
Eppure l’investimento è consistente per un percorso di sette-otto chilometri.Il cartello con le indicazioni di legge che riporto all’interno di una personale galleria fotografica descrive l’ammontare dei lavori nel tratto pari a oltre 150000 euro, dal quale può desumersi lo stupore dello scrivente nel valutare come sia scarsa o a essere buoni “insufficiente” la progettualità correlata all’opera.
Chiaramente esistono zone dove una pista ciclabile oltre che piacevole nella percorrenza lo è anche perché paesaggisticamente ben locata.Il successo (che ho veduto di persona) della pista ciclabile costeggiante il lago di Varese, o sia pure in maniera minore ma non trascurabile della Castellanza-Torba(del medio-Olona) è sicuramente favorito dalla cornice in cui inserita.
Penso che-dove i panorami non sono così apprezzabili, come nella nostra zona- valorizzazione importante che si possa fornire sia la promozione di essi e le opere correlate (come il sentiero) con iniziative mirate.Sarò disattento, ma del citato corridoio ecologico sapevo poco, neppure dell’inaugurazione(se avvenuta)mi informerò meglio.
Ma prima ancora di domandarmi se esiste una visione della viabilità ciclabile nella quale inserire il corridoio mi chiedo se il passo importante e fondamentale sia ricominciare dall’ABC con una maggiore presenza sul territorio, un controllo più accurato e frequente, e normative più rigide.
Cliccando all’interno del blog
http://cosdamatti.blogspot.com/
è possibile visionare alla voce:PAM-Parco Ticino le foto corredate da un testo che provano lo stato di tale opera., sperando che la segnalazione (come avvenuta nei tempi e modi dovuti/potuti dal sottoscritto alle autorità, ad oggi comuni di Dairago,Busto A. Magnago) sia interpretata nel giusto modo di sprone a sensibilizzazione in quello che potrebbe essere un punto di forza della nostra zona.
Massimiliano Materazzi


Manovra azzardata

29/07/2010

La manovra economica economica in approvazione in questi giorni, è stata contestata ad oltranza dalle regioni per i massicci tagli alla spesa che le riguardano: -30%. Dalle dichiarazioni del governatore lombardo le minori risorse si riperquoteranno  anche e massicciamente sul servizio di trasporto pubblico.

Nel pubblicare la condivisa preoccupazione della Federazione Italiana  Amici della Bicicletta, viene spontaneo chiedersi come si possa dare priorità alle spese militari, ed a progetti inutili quale il Sistema di Eliporti lombardi, classista e dannoso, calato in un futuro che non è più sostenibile.