Critical e politica?

Per chi non l’avesse letto riportiamo un commento ad un post di qualche giorno fa. E’ una proposta politica. Abbiamo tolto il nome dei partiti proprio perchè pensiamo che la discussione debba concentrarsi su aspetti più generali, se volete potete comunque leggere il testo integrale del commento.

Ciao a tutti,

credo che l’idea di avanzare le richieste della critical mass ai candidati per la poltrona di sindaco a Legnano sia molto interessante. io sono iscritta a **** ed avevo pensato di contattarvi proprio per questo motivo. Abbiamo una candidata (donna ! ) che è molto sensibile ai problemi dell’ambiente e, siccome è appoggiata da **** e da **** […] è un’occasione da non perdere. Io propongo anche che uno/una di voi si candidi nelle liste di **** […] se ne avete voglia potreste partecipare, così ci vediamo ( sicuramente ci conosciamo già ) e parliamo un po’ .

Aspetto con impazienza e speranza una risposta!

Ora si pone un problema pratico: cosa siamo noi? Possiamo avere un rappresentate o qualcuno che agisca in nostro nome? E’ giusto che sia eventualmente un solo partito a rappresentare gli interessi di tutti i ciclisti?

Uno spunto di riflessione tratto dalla massa di Roma:

Critical Mass non esiste al di fuori dell’ incontro casuale di ciclisti, non ha denominatori comuni oltre alla bici, non rappresenta le idee di nessuno, non è qualcosa di cui “si fa parte”, non è rappresentata da nessuno, non è interlocutore di nessuno, non è un movimento politico, non è una manifestazione, non è una protesta, non è organizzata, non ha ideologie, non è un corteo, non ha capi, non comincia e non finisce, ma si crea e si disperde da sé, unendo persone diverse, spontaneamente, casualmente, ogni mese, per mostrare a tutti che un’altra mobilità è possibile, che un’altra città è possibile.

Il dibattito è aperto.

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11 Responses to Critical e politica?

  1. greenkey ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che siamo solo ciclisti, e basta.
    Non anarchici, non di sinistra, non di destra, non bianchi non neri, non alti non bassi, io direi che Critical Mass è Apolitico

  2. albertocritico ha detto:

    forse intendi dire che critical mass è apartitica, ma l’occupazione pacifica della strada a fini dimostrativi non può essere apolitica . se roma alla massa non fa seguire una richiesta esplicita di intervento all amministrazione della città in altre città ciò avviene, io conosco l’esempio di valencia (ES) dove alcune associazioni sono trainanti ed impegnate ed in vista delle prossime elezioni amministrative verrà presentato ai candidati un proghramma ciclabile. a parer mio fintanto che cmlegnano non avrà 1 identità giuridica di riferimento, e potrebbe non avvenire mai, sarà un gruppo di persone pensanti.

  3. robuk ha detto:

    La critical mass è senz’altro politica ma non deve essere partitica.La politica partitica spesso è causa di divisioni e disfacimento di movimenti che hanno la loro ragione d’essere nel semplice fatto di esistere.Mi sembra legittimo che la CM cerchi di fare pressioni sulle amministrazioni locali senza per questo però trovare dei referenti politici istituzionali.La CM è efficace perchè destabilizzante e non etichettabile.
    Mi ritrovo in pieno nello stralcio di riflessione della CM romana.

  4. teo ha detto:

    concordo pienamente con il robuk soprastante. perderemmo la nostra forza se fossimo etichettabili, riconducibili a qualsivoglia partito. però è bello che qualcuno si interessi a noi. non vedo negativamente che qualcuno di noi venga coinvolto da qualche partito, ma certamente, lo deve fare a nome suo, non in quanto rappresentante della critical mass (dato che la critical mass non ha e non può avere un rappresentante, ma tanti validi operai). come del resto ognuno di noi è rappresentante solo di se stesso, anche durante la massa.

  5. sara ha detto:

    credo che critical mass debba avere soprattutto l’obiettivo di sensibilizzare, far emergere una realtà di persone che desiderano e hanno diritto ad una Legnano più a misura di ciclista..nessun partito e nessun portavoce..più che altro un coro che si spera arrivi fino alle orecchie delle amministrazioni locali.

  6. Saltatempo ha detto:

    Se qualcuno vuole candidarsi, se condivide i temi verso i quali cerchiamo di sensibilizzare, sarò contento qualsiasi sia il partito. E’ rassicurante sapere che qualcuno porti in municipio la voce di chi si muove in bicicletta. Dovrebbe essere sempre così, ed è anche per questo che nel nostro piccolo ci battiamo.
    Se qualcuno desidera candidarsi con il partito che sente più vicino alle proprie idee, è giusto che lo faccia. Solo per favore, non in rappresentanza della massa critica. Concordo con la citazione romana, ed i commenti qui sopra di greenkey, robuk, teo e sara.

    albertocritico:
    sono d’accordo con il programma ciclabile da proporre alle amministrazioni di cui parli. qualcosa tipo le “primarie dei cittadini” che propose Beppe Grillo qualche tempo fa, per chi sa a cosa mi riferisco. Dovremmo raccogliere delle idee a riguardo. però il dialogo va fatto con le amministrazioni, non con alcuni selezionati partiti. Questa è la mia opinione e spero di averla argomentata in modo sufficientemente chiaro qui sopra.

  7. bioepoque ha detto:

    vero è che non siamo un gruppo o un soggetto politico, nemmeno un movimento, né tantomeno un partito, e dunque si scordino i signori dei partiti (di destra e di sinistra, ecologisti compresi) di poterci colonizzare/usare per le loro pur nobili campagne;
    è pure vero però che non siamo “soltanto ciclisti”, e che l’uso della città, delle risorse, degli spazi pubblici, un certo stile di vita e di movimento, un approccio “leggero” sulle cose e sull’ambiente, la radicale democrazia insita nel partire da sé e il desiderio di essere protagonisti comprimari delle scelte che ci riguardano, dei tempi e degli spazi nei quali le nostre vite si intrecciano…insomma tutto questo, direttamente o indirettamente, in qualche modo ci tocca e magari ci accomuna ed è “politico” io credo nell’accezione più alta;
    critical mass da questo punto di vista è un’occasione straordinaria per sperimentare nuove forme di convivenza etico-politica, un nuovo modo di essere cittadini, forse persino di rifondare le ragioni politiche e sociali perdute per strada: ed è vero, essa è orizzontale, circolare, carsica, senza capi né capo né coda, un luogo puro dell’immaginazione sociale;
    sta poi agli individui che la attraversano (e non “che ne fanno parte”) portare altrove ciò che di nuovo e di vitale lì si manifesta, sta a loro di produrre effetti e contaminazioni nei luoghi della politica;
    scusate la lunghezza e le contorsioni…

  8. Fabri ha detto:

    Essendo l’ultimo della lista non ho altro da aggiungere se non associarmi a quanto detto da voi e ribadire che anche il mio pensiero è che CM resti apartitica, spontanea e senza regole certe, se non l’appuntamento fisso.
    Comunque che qualche partito politico si interessi, anche se mi pare “a fini di lucro”, può essere considerato positivo, o no?
    D’altronde è questo che CM vuole ottenere, rendere visibile un modo diverso d’intendere la mobilità (brutta parola!), la viabilità e la qualità della vita.
    Ciao, stasera vado (a piedi) al cinema!

  9. Scary ha detto:

    Io credo che un dialogo con le istituzioni sia una occasione da non perdere, ma non come candidati di un gruppo politico, perché critical mass non c’entra niente con la politica o con i partiti.
    Per me critical mass è esattamente descritta dalle parole dei ragazzi romani.
    Comunque penso che dovremmo fare una nostra proposta alle istituzioni, non come partito ma come singoli cittadini, che hanno un interesse in comune….la bici.
    E la proposta fatta alle istituzioni può essere anche una diversa per ognuno di noi, perché noi siamo si un gruppo, ma formato da “tanti validi operai” ( usando le parole di teo ).

  10. manuela ha detto:

    ciao, sto seguendo da qualche giorno i commenti seguiti alla mia proposta e, sinceramente, non pensavo di suscitare tante reazioni. Ok lo ammetto non avevo capito niente di CM e me ne scuso. Chiarisco, però, che non avevo alcuna intenzione di “sfruttare” o “colonizzare” nessuno e tantomeno non c’era alcuno “scopo di lucro”. Forse la politica ( o meglio i nostri politici ) ci hanno abituato ad essere sospettosi , non era questo il caso – credetemi –

  11. Albertocritico ha detto:

    allora fatti vedere il 14 febbraio, h 21 piazza mocchetti
    ps
    io non ci potrò essere, sig, lavoro; la mia valentina sicuramente mi perdonerà spero anche voi

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