Ferrara, Città delle Biciclette.

Bobo&Sam’s photos

Esiste in Italia una città conosciuta come la città delle biciclette. Questa città è Ferrara. Animato da un pò di curiosità ho cercato notizie sulla rete. Quasi subito mi sono imbattuto in una serie di dati statistici che proiettano Ferrara in testa ad ogni classifica sull’uso del mezzo a due ruote. In città ci sono ben 84 Km di piste ciclabili e la percentuale d’uso della bici è del 30%. Ho scoperto che esiste addirittura un Ufficio Biciclette! Così mi sono affrettato a spedire una mail a Gianni Stefanati, responsabile dell’ufficio per avere notizie più precise su quel che ho trovato. Molto gentilmente Gianni mi ha spedito un documento che spiega molte cose: le strategie usate dal comune per incentivare l’uso della bici, le scelte che il comune ha fatto nel corso degli anni, i metodi per rendere sicuri ed agevoli gli spostamenti su due ruote. Un esempio? In città ci sono dei posti bici attrezzati con dei compressori per pompare le ruote… compressori al posto dei distributori di benzina… un futuro scenario possibile? In attesa di girare Ferrara in bicicletta non mi rimane che pubblicare qui sotto il documento,secondo me molto ben fatto!!

Comunicare la bicicletta

Strategie di fidelizzazione del ciclista urbano. Il caso di Ferrara.

La città di Ferrara è oggi riconosciuta in modo unanime come la città italiana della bicicletta. Ovviamente non è stato sempre così ma è il frutto di un tenace lavoro di valorizzazione culturale della bicicletta come strumento ottimale di trasporto urbano condotto in questi ultimi dieci anni con un progressivo ed innegabile sostegno dei decisori politici.

L’anno che fa da confine tra una normale considerazione della bicicletta come scontato mezzo di spostamento (del resto fatto comune ad ogni città di un’area geografica vasta e morfologicamente adatta che è la pianura padano-veneta) a una presa di coscienza del fatto che, se opportunamente incentivata, la bicicletta poteva rappresentare un valore di riferimento simbolo della città e patrimonio culturale degli stessi cittadini, è il 1995.

Come bene immateriale, l’andare-in-bicicletta si integra nel bene urbanistico che ha valso a Ferrara il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità e in quanto tale rientra nei Piani di Tutela di Gestione e di Conservazione dei siti UNESCO, è un concetto che si è andato affermandosi gradualmente ma che è oggi totalmente condiviso da cittadini, commercianti e politici.

Non è un caso che le politiche di promozione dell’uso della bicicletta abbiano avuto inizio, appunto nel 1995, con una caratterizzazione turistica attraverso l’introduzione della Bicicard: una tessera riservata ai turisti che dava diritto a lasciare l’auto gratuitamente in un parcheggio di attestamento esterno alla città, a ricevere una bicicletta per il tempo di permanenza e a godere di sconti negli hotels, nei ristoranti e nei negozi convenzionati oltre all’ingresso libero nei musei civici.

A monte di questa data vi è stato un intervento forte che ha segnato la sorte di Ferrara come città di ciclisti, mi riferisco alla scelta coraggiosa per i tempi (siamo sul finire degli anni ’60) di chiudere il centro storico al passaggio non solo delle auto, ma anche dei ciclomotori. Con coerenza, fino ad oggi, mentre assistiamo al progressivo ampliamento della zona a traffico limitato, qualsiasi mezzo a motore a due ruote viene trattato alla stregua di un auto quando invece le altre città italiane hanno il centro invaso dagli scooters.

Vere e proprie politiche di promozione e valorizzazione dell’uso della bicicletta sono ufficializzate tra le azioni del governo della città a partire dal 1996 con l’istituzione dell’Ufficio Biciclette, rimasto per diversi anni il primo e unico in Italia. Era chiaro a tutti, associazioni di ciclisti e politici sensibili, che non era possibile realizzare a breve termine un sistema di infrastrutture per favorire fisicamente l’utilizzo della bicicletta ma che si doveva procedere nel mantenimento della quota di spostamenti in bici tradizionale (nel 1991 era del 21,1%) contrastando l’immagine mediatica positiva che viene assegnata all’automobile e ciò si poteva attuare solo nel medesimo campo della pubblicità lavorando sul principio chiave dell’appartenenza ad una comunità che vive la bicicletta come un prodotto d’uso a tipicità locale di cui andare fieri, gradito a tutti, senza distinzione sociale.

Per palesare questo concetto, lo slogan Ferrara, città delle biciclette doveva apparire ovunque e doveva essere fatto proprio da cittadini ed attività commerciali e turistiche. All’inizio furono apposti cartelli con lo slogan ad ogni ingresso della città, poi cominciò ad apparire sugli autobus per finire anche sulle bustine di zucchero in distribuzione nei bar. Il binomio Ferrara-bicicletta nel giro di pochi anni poteva dirsi consolidato ma ciò non bastava, anzi rischiava di avere effetto boomerang, politicamente parlando, se non si davano ai cittadini risposte concrete in termini di sicurezza. Bisognava eliminare ogni rischio di formazione di un partito trasversale di politici amici della bicicletta in contrapposizione ad un altro di fautori dell’auto o, peggio ancora, di inerti: il raggiungimento di standard di sicurezza per i cittadini-ciclisti doveva far parte del programma di ogni gruppo politico e la realizzazione progressiva della rete ciclabile non doveva incontrare ostacoli all’interno dell’amministrazione della città.

Lo scopo è stato raggiunto tramite il ritorno d’immagine positiva della città per l’alta percentuale d’uso della bicicletta che costantemente viene riflessa dai media nazionali e internazionali (giornali, riviste, televisione, internet) e dai riconoscimenti in Italia e in Europa, come quelli della Commissione Europea per l’organizzazione della Settimana della Mobilità e Città Sostenibile.

Il principale strumento per l’attuazione delle misure infrastrutturali è dato dal Biciplan che contiene le indicazioni generali per lo sviluppo della rete ciclabile e le azioni di completamento per agevolare la mobilità ciclistica come ciclopark differenziati in relazione al tipo di utilizzo, pompe pubbliche (distributori d’aria per gonfiare le biciclette), segnaletica dedicata. Sfruttando al meglio le rare possibilità di cofinanziamento offerte dal governo regionale e nazionale è stato possibile portare a compimento gran parte delle indicazioni espresse nel Biciplan.

La rete ciclabile di Ferrara può oggi contare su oltre 80 km di percorsi protetti e molti cantieri sono aperti mentre procede a ritmo serrato la progettazione dei tratti e delle piste ciclabili radiali mancanti nonché la messa in sicurezza dei punti critici di conflitto tra ciclisti e mezzi motorizzati a cura dei settori Lavori Pubblici e Mobilità. Il Comune di Ferrara, nell’ambito del processo di Agenda 21 tiene costantemente monitorata la mobilità ciclistica e promuove azioni esterne di promozione dell’uso della bicicletta. L’Ufficio Biciclette trae dall’insieme dei dati degli indicatori informazioni essenziali per intervenire con azioni dimostrative e promozionali. La mobilità scolastica in bici a Ferrara si attesta al 20% e riteniamo ci siano margini di incremento; per questo è stata avviata la campagna “W la Bici” destinata ai ragazzi e alle ragazze dagli 8 ai 14 anni, parallelamente l’uso della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro risulta modesto: per questo è stato avviato il progetto “In bici sul posto di lavoro“, con la distribuzione di biciclette ad uso gratuito ai dipendenti comunali che si impegnavano a lasciare l’auto a casa per andare al lavoro. Ancora, per quei cittadini che abitando troppo lontano dalla città
(mediamente da 8 km) e sono costretti ad usare l’auto è stato approntato un apposito servizio di biciclette pubbliche nei principali parcheggi di attestamento. Per i turisti sono invece disponibili ben 7 punti di noleggio a gestione privata.

Ormai si visita Ferrara non solo per i monumenti e per le grandi mostre ma anche per godere di una città vivibile in bicicletta. Il turismo sostenibile è uno dei principali indirizzi perseguiti dall’Amministrazione Comunale, recentemente è stato anche realizzato un depliant dedicato al Turismo verde a Ferrara – città delle biciclette con una mappa della rete ciclabile e l’indicazione delle strutture di accoglienza che si sono dotate di sistemi per migliorare il rapporto con l’ambiente secondo il decalogo Ecolabel.

Sono questi soltanto alcuni esempi di interventi mirati realizzati che sono sempre accompagnati da un’informazione a stampa tramite il periodico “Piazza Municipale” del Comune di Ferrara distribuito gratuitamente a tutte le famiglie e in alcuni casi, come per l’operazione “Ladri di Biciclette“, destinata a contenere il fenomeno dei furti, da apposite pubblicazioni a depliant (InfoBici).

In termini statistici i risultati sono complessivamente buoni, l’uso della bicicletta tra i cittadini residenti è passato dal 21,1%
(1991) al 24,5 (1997) al 27,4% (2002) attestandosi al 27% negli anni successivi e se si considera la totalità degli spostamenti comprendendo anche i non residenti e gli studenti pendolari si raggiunge il 30,9%.

La condivisione politica e la comunicazione estesa sono alla base del successo ottenuto; siamo anche convinti che l’istituzione dell’Ufficio Biciclette (riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente come esempio fondante di sostenibilità) abbia rappresentato lo strumento ideale per l’accelerazione, il coordinamento e la concretizzazione di idee, azioni e progetti. Una riprova è data dal numero di città italiane che in questi ultimi due anni si sono dotate di analogo ufficio, da Torino a Bari, da Cuneo a Venezia, da Verona Pescara, in totale una trentina di Comuni che dialogano tra loro per scambiarsi idee e azioni attraverso il gruppo di lavoro Uffici Biciclette di Agenda 21 Italy coordinato dalla città di Ferrara.

Per approfondire: Comunicare la Bicicletta

16 Responses to Ferrara, Città delle Biciclette.

  1. mario ha detto:

    Sono stato a Ferrara anni fa, ed effettivamente già allora la maggior parte delle persone circolavano utilizzando energie proprie, a piedi o in bicicletta, oltre tutto è una citta bellissima!

  2. vecchioAlex ha detto:

    Colgo l’occasione per sponsorizzare una cosa.
    Potremmo essere interessarci al car-sharing nella nostra zona?
    (per chi non ne sa nulla http://it.wikipedia.org/wiki/Car_sharing)
    Per questo vi segnalo un’iniziativa della provincia:
    Car Sharing Italia è lieta di invitarvi al XII Osservatorio sulla mobilità sostenibile che si terrà il 30 Novembre 2006 presso il Centro Congressi Provincia di Milano in Via Corridoni 16.
    L’appuntamento organizzato dalla Provincia di Milano, si pone come un importante momento di confronto tra cittadini, operatori istituzionali e studiosi del settore.
    Nell’occasione verrà presentato il progetto car sharing promosso dalla Provincia di Milano insieme a Car Sharing Italia e Legambiente.
    Per maggiori informazioni visitate http://www.provincia.milano.it/mobility

  3. Albertocritico ha detto:

    sono almeno un paio d’anni, da quando ho mollato l’auto, che dico che devo iscrivermi al c s, ma poi la pigrizia mi ha risparmiato questo contatto, pur molto evoluto, con la scatolaccia, che continua a rendermi nervoso. forse a legnano la macana serve di più, a milano è una stronzata ed un lusso, specie per chi ha guidato 15 anni totalizzando 40 incidenti e multe per le infrazioni più varie 😎

  4. valeyoshino ha detto:

    Ma non potrebbe essere utile inviare questo documento ai nostri comuni e alla provincia di Milano?

  5. teo ha detto:

    sarà x il mio pessimismo cosmico, ma credo ke sarebbe perfettamente inutile

  6. robuk ha detto:

    Non sarebbe una brutta idea alle prossime elezioni comunali,girare tra i partiti e vedere se qualcuno di questi è disposto a mettere nel programma un piano per la costruzione di piste ciclabili e la valorizzazione della bici come mezzo di spostamento alternativo all’auto.Opure si potrebbero fare dei banchetti informativi dove rivendicare piste ciclabili e una viabilità che non comprometta l’uso della bici in città.Anche senza usare Critical Mass….come logo,ma come singoli cittadini.La cosa è fattibile,basta chiedere i permessi per occupazione del suolo pubblico e proporre qualcosa di studiato e fattibile.Rimane il fatto che sarebbe un atto politico.
    Ma pi,com’è andata la Critical Saronnese?

  7. vecchioAlex ha detto:

    Io sono d’accordo con Robuk. Potremmo forse contattare qualche associazione come Legambiente che magari ha già qualcosa di organizzato. Per poi appoggiare e sostenere qualcosa che è studiato e fattibile.
    Sarebbe un atto politico, ma non partitico. Ovvero politico nel senso più nobile del termine, come momento di democrazia partecipata e proposta.

    Dovrei candidarmi sindaco, lo so.
    Ale

    cchiù bbici pe’ tutti!

  8. robuk ha detto:

    Ok! Ne riparliamo il secondo mercoledì di dicembre…

  9. noce ha detto:

    I love ferrara

  10. lu ha detto:

    di ferrara sapevo ben poco………. ma da quando un uomo è entrato nella mia vita…..sono ferrarese di adozione anche se non vi ho mai messo piede…….è una città stupenda…..qiasi irreale

  11. tiziano ha detto:

    mi piacerebbe sapere perchè Ferrara non è nell’elenco fra le migliori citta della bicicletta”resto del carlino del 26/03/2009″ od è solo famosa per le bici rubate??

  12. marco ha detto:

    Certo, Tiziano, il fatto che a Ferrara le bici vengano anche rubate (ma mica solo a Ferrara) significa che sono importanti e utili. Per il resto, ti consiglio di non credere troppo agli elenchi dei giornali.
    Marco

  13. […] 19:33 ed è archiviato in Approfondimenti, Navigazioni. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo […]

  14. Francisco Rosas ha detto:

    Gentili Signori,

    Sono uno studente colombiano e nazionale Italiano, ho vinto una borsa di studio al corso di Marketing per il turismo, questo corso é nella citta di Trieste, voglio fare il mio project work sul uso de la biccicletta per stimolare il turismo nella Colombia, e rispettosamente chiedo a voi il favore mi consigliete dove e un buon posto per fare lo stage in questo tema, sapendo che devo portare con me i temi piu attuali di questa attivitá.

    Ringrazio la sua risposta.

    Francisco Javier Rosas Sepúlveda

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