Vacanze in bici, l’intervista.

Per introdurre il tema tipico di questo periodo abbiamo intervistato un’amica che ha passato le vacanze in sella, e che una volta partita non è più riuscita a fermarsi.

Ciao Evi, non ho voluto anticipare nulla sul tuo viaggio dunque raccontacelo un po’ tu.

Se l’idea iniziale era quella di girare l’alto Lazio, un invito in Calabria e ferie più lunghe, mi hanno portato a Grosseto in treno per poi raggiungere il sud, percorrendo 1905 km in tre settimane.

Inizialmente ho visitato l’entroterra umbro e laziale con arrivo sulla costa il VI giorno. Dunque il Circeo e poi, dopo una passeggiata per Napoli, e 20 interminabili km di pavet passati nel timore di una foratura, la splendida costiera amalfitana. Sulla strada stretta, mossa ed a picco sul mare era un continuo fermarmi a guardare e fotografare. Allo stesso livello Amalfi, Sorrento e Positano. È qui che ho incontrati il gatto e la volpe, ciclisti come me ospiti dell’oste gigante, che, di fronte ad un bicchiere di vino, mi hanno invitata a partecipare alla “Gran Fondo Napoli Cariati”, a cui mi sono però unita a Salerno. Per due giorni ho mollato i bagagli alle auto del rifornimento e dotata di casacca ufficiale, con la tasca piena di crostatine, ho corso coi 30 iscritti. Nell’occasione ho toccato le medie più alte, 30 km/h, ed ho provato la sensazione della pancia: guidare in mezzo al gruppo e mantenere senza quasi pedalare l’andatura dei primi. Domenica abbiamo raggiunto la Calabria per un pranzo festeggiamento. È li che mi sono concessa il primo giorno di riposo… mare mare…

Mi sento di consigliare la Basilicata, poco traffico e turismo, prezzi bassi, buon cibo, bella natura.

Senza abbandonare la costa, passando per le turistiche Capo Rizzuto e La Castella ho raggiunto Catanzaro, dov’ero attesa. Non sono riuscita a fermarmi per più di 2 giorni, dunque i 4 finali ho fatto un giro in Salento, raggiunto in treno. Per rientrare da Brindisi ho dovuto inscatolare la bici smontata, ed il cartone con manici di spago è divenuto il mio bagaglio da emigrante. Per la mia esperienza i treni a lunga percorrenza non permettono il trasporto di biciclette.

È stata la tua prima vacanza in bicicletta?

No anche lo scorso anno ho pedalato; in compagnia di un amico abbiamo attraversato l’appennino da Grosseto ad Ancona.

Eri sola, che tipo d’accoglienza hai incontrato?

Ottima. Il campeggio per i ciclisti è sempre aperto, ”apprezziamo chi fa fatica”, in un’occasione per me è stato persino gratuito. All’inizio del viaggio vicino ad Ostia una signora preoccupata dell’intenzione di dormire in spiaggia ha insistito perchè dormissi sul sul suo balcone. In generale i passanti sono molto incuriositi, ed alla fontana del paese mentre bevi il tuo litro d’acqua, passato il timore per caschetto ed occhialoni si avvicina sempre qualcuno che vuole sapere, che ascolta tra l’incredulo e l’ammirato, per concludere che piacerebbe anche a lui, magari l’anno prossimo. Condivido in pieno.

E con che bici e che bagaglio hai compiuto l’impresa?

Il bagaglio leggerissimo, meno di dieci kg, la bici idem, da corsa, comprata da poco, senza borse. La mia macchina fotografica PRAKTIKA della DDR pesava più delle due ruote (di che colore? Natutralmente rosso. N.D.R.).

Tu vivi e lavori a Milano, la bici è una scelta di vita?

Si, è una gran comodità e libertà, pensa al parcheggio. In verità è anche l’unico svantaggio, si rischia di non ritrovarla. Poi non ho la patente ma credo farei lo stesso, l’ultima volta all’Ikea sono tornata in bici con i miei scaffali nuovi.

Hai mai partecipato a critical mass.

No, solo ad una may day, tre anni fa, ma credo sia lo stesso, in 200 bici ci si diverte un sacco, ed in rotonda poi… è l’inversione dei ruoli, una dolce vendetta.

Allora ti invito alla massa legnanese di questo mese, è mercoledì 13 alle 21.00.

Grazie, si, dovrei farcela, visito anche volentieri la città delle mitiche biciclette. Ci vediamo il 13…

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3 Responses to Vacanze in bici, l’intervista.

  1. Saltatempo ha detto:

    Ma che bella intervista!! La vacanza in bicicletta per me resta una specie di spauracchio, una cosa che fanno sempre “gli altri” e che ascolto raccontare affascinato e a tratti sognante tutte le volte.
    Chissà che dal gruppo critical mass legnanese non venga fuori qualche piano di gruppo per una vacanza estiva adatta anche ai principianti come me che vorrei ma trovo sempre un sacco di ma.

  2. muriel ha detto:

    Ma che bello Evi in bicicletta!!! E poi conosco la bestia con cui è andata in giro l’anno scorso

  3. Albertocritico ha detto:

    FORMENTERA IN BICI?, SI PUO’

    Era la prima settimana di luglio quando con un piede malandato sono sbarcato sull’isola che fu dei naturisti e che ora è del turismo di massa. L’identikit tipo è dell’italiano in gruppo o coppia che subito si dota di un motorino rombante e strombazzante: ce ne sono 20.000 sull’isola, e poi i locali si lamentano di noi, “esuberanti” all’eccesso, basterebbe liberarsi di tutti sti bolidi, e magari donarli a qualche paese in via di sviluppo, non certo per inquinarli, ma li potrebbero rappresentare una risorsa.
    D’altronde Formentera è un’isoletta che si può visitare in bici e se ne trovano di efficentissime, con comodi cambi al manubrio, luci ed ampia cassetta posteriore. Si possono noleggiare ovunque, negli stessi negozi che propongono gli scooter. La strada principale, che taglia l’isola per l’asse più lungo è affiancata da una pista ciclabile. Di li partono le strade sterrate per le spiagge e le ville, e quelle asfaltate per i pueblos. Presso l’ufficio turistico, al porto, dispensano la mappa dei percorsi cicloturistici (in verità non sono molti e soprattutto sono poco segnaleti), ed aiutano con gentilezza chi si presenta senza una sistemazione; non ci sono campeggi, quello libero è vietato. Il mare è limpido e pulito, le spiagge sabbiose e rocciose sono bianche, al largo poche barche e la poseidonia colora i fondali. Luglio-settembre sono i mesi in cui non si può sperare di trovare angoli deserti a meno di farsi accompagnare dai locali. Giugno, ottobre e 1/2 novembre sembrano i momenti migliori per fare vita da naufraghi. Se si preferisce la folla, ci sono i locali sulla spiaggia e le discoteche del porto, ma anche le piazze di Sant Francesc e Sant Ferran. Io mi sono innamorato delle serate animate dei musicisti di piazza di san Ferran, session di falmenco e reggae, a  partecipazione libera; si può così tirar l’alba sorseggiando herbes, liquore locale, ormai di produzione indusrtiale come il nostro mirto. Tanto poi in bici torna la lucidità necessaria per un sonno efficace.
    Per noi ciclisti di città raggiungere spiagge o spostarsi nella notte non presenta difficoltà, consente di godere appieno dei panorami, dei suoni e degli odori delle erbe dell’isola. Per farvi un idea in una giornata ho percorso il famoso asse lungo dell’isola e ritorno.
    Non era la prima volta che sceglievo la bici per gli spostamenti in terra starniera, era capitato anche a Berlino, città dove le piste ciclabili portano ovunque, preservando dall’effetto piede-a-mortadella, complicanza tipica del esplorazione turistica.
    Chi prova non potrà più farne a meno.

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