3/07/2009
L’1 luglio il senato approva, posta la fiducia, il Disegno Di Legge 733, tristemente noto come decreto sicurezza. I cittadini stranieri residenti clandestinamente sul territorio divengono dei criminali e non potranno nemmeno riconoscere il proprio figlio. I pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denuncia degli irregolari. Portate nei Centri di Identificazione ed Espulsione (gli ex Centri di Permanenza Temporanea, quello di Lampedusa o di via Corelli a Milano, per intenderci, ), tali persone potranno rimanere recluse per 6 mesi…..
Tra le conseguenza meno gravi ed eclatanti, almeno all’estero, dove l’opinione pubblica pare mantenere un pizzico d’umanità, una riguarderà alcuni ciclisti, quelli in possesso di patente di guida: decurtazione dei punti anche per infrazioni commesse pedalando.
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Pubblicato da Albertocritico
5/02/2008

E’ la bella storia di tre ragazzi che dalla passione par la bicicletta, incontrandosi nelle coclofficine milanesi, hanno intrapreso l’avventura di aprire un’attività di cicloriparazione e vendita. In poco tempo, con prezzi onesti e professionalità hanno conquistato la fiducia del quartiere Barona, periferia a sud di Milano, a ben vedere sprovvisto, o quasi, di alternative.
Hanno iniziato proponendo le bici usate, anche in conto vendita, con attenzione ai pezzi rari, e qulle nuove fatte, però, come una volta, di quelle che si possono riparare, anche da se. Attualmente vi si troveno anche le mitiche Marin.
La disponibilità a dare un consiglio e mettere a disposizione gli attrezzi si scontra spesso con un gran fermento e con lo spazio, accogliente ma non grandissimo, e, tipicamente, intasato di biciclette. Comunque io ed Evi siamo quasi sempre riusciti ad approfittarne.
L’originalità del progetto risiede anche nell’attività formativa che ha accompagnato l’associazione fin dall’inizio. I nostri hanno condotto alcuni ragazzi difficili ed un gruppo di giovani adulti con disagio psichico ad un differente grado di abilità nella cicloriparazione. Proprio questi ultimi hanno fondato la coperativa sociale Pronto Bici, che offre un servizio di riparazione a domicilio. L’attività da poco avviata sfrutta le conoscenze acquisite dai ragazzi e l’esperienza di Ale C..
E’ a loro che ci siamo rivolti per progettare un corso ci ciclomeccanica destinato, nella prossima primavera, agli studenti legnanesi, le cui caratteristiche contiamo di ufficializzare al più presto….
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Pubblicato da Albertocritico
18/10/2007

Ricevo ed inolto l’annuncio di un ciclista critico e solitario, bisognoso ti tutto il nostro incoraggiamento ed affetto..
Nome: Enzo
età: indefinita
stato civile: uomo libero e… sposato
cittadinanza: il mondo intero
professione: operaio
società: Friesian team
amo: la pace e il kaos, il mio gatto, il mese di marzo, i cieli d’Irlanda e l’Islanda, viaggiare in bicicletta, i pistacchi e la birra, il rap e lo djambè, mia figlia.
Mi batto da sempre perché la bicicletta sia riconosciuta come un comune mezzo di trasporto e non come un elemento di fastidio sulle strade trafficate nell’ora di punta o in una notte autunnale di luna piena. Troppi pensano che la bici sia solo uno sport, uno svago della domenica. Preferibilmente da farsi sulla ciclabile del parco delle Groane. Sono cosciente quindi dei rischi quando mi reco al lavoro, ma non per questo voglio rinunciare al mio mezzo preferito.
Questa mia “50 ORE NO-STOP” anche per chiedere spazi sicuri a Cesate. Ed una pista ciclabile intestata a Manuel!
Ma perché proprio 50 ore e non 24 o 48? Per festeggiare i miei primi 50 anni!
Programma: Partenza venerdì 26 ottobre alle ore 18 da via Romanò (Manuel corner). L’idea è di “girare” su un circuito di 20 km circa attraversando i comuni di: Cesate-Solaro-Limbiate-Caronno P.-Garbagnate-Lainate.
Per rimarcare il numero “50” tenterò di girare 50 volte, sostando 3/4 ore la seconda notte e quanto mi basterà per alimentarmi. Arrivo domenica 28 alle ore 19 al centro sportivo di Cesate.
Vi aspetto tutti, amici e parenti, conoscenti e “frisoni” per festeggiare insieme con stuzzichini e torta.
Ma anche sulla strada , per due parole e un caffè, all’apertura del primo bar…
Enzo
PS. L’immagine l’ho scelta io!
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Pubblicato da Albertocritico
19/04/2007

Si, Lia è lei. E’ un nome in codice, poiché partecipò alla resistenza, quello vero Gina Galeotti Bianchi; fu sempre impegnata politicamente e ciclista. Due-tre anni or sono il Teatro della Cooperativa, che ha sede a Milano-Niguarda, dove Lia operava, ha realizzato un bello spettacolo, ed un tour ciclistico dei suoi luoghi, che ciclicamente viene proposto nei giorni della liberazione nonché della sua morte. Quest’anno sarà domenica 22 Aprile:
Il Teatro della Cooperativa con il patrocinio dell’Istituto Cervi e dell’A.N.P.I., l’adesione del movimento delle donne Usciamo la Notte e il contributo del Consiglio di Zona 9 di Milano organizza “LA BICICLETTA DI LIA – Voci, suoni e pedalate di donne resistenti” una giornata al femminile in ricordo della partigiana Gina Galeotti Bianchi, eroina della Resistenza milanese. Ore 17.00 Teatro della Cooperativa (via Hermada 8 , Milano) “NOME DI BATTAGLIA LIA“ testo e regia Renato Sarti con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti.
Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. In quel giorno, colpita al ventre da una raffica di mitra, moriva, incinta, Gina Galeotti Bianchi nome di battaglia Lia una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna. «Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo», queste le sue ultime, tragiche parole. Un intenso ritratto della Niguarda resistente. Un testo dedicato alle donne e al loro coraggio. Al termine dello spettacolo seguiranno gli interventi di: Rossella Cantoni, Presidente Istituto Alcide Cervi, Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi, uno dei sette fratelli Cervi, Nori Brambilla Pesce, A.N.P.I. Provinciale di Milano.
Il Teatro della Cooperativa invita tutti ad unirsi al gruppo di cittadini che raggiungerà il teatro in bicicletta, ripercorrendo le tappe e i luoghi dove Lia visse e operò durante la sua militanza. Ritrovo ore 15.00 presso l’Arena Civica di Milano, viale Byron 2. Ingresso gratuito allo spettacolo con prenotazione: 02.6420761 02.64749997 http://www.teatrodellacooperativa.it/.
La sera, chi vuole, potrà raggiungere la ciclofficina UNZA che è a due passi o una pedalata: il gruppo di amici della bici organizza un aperitivo, solitamente vegetariano.
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Pubblicato da Albertocritico
14/02/2007

“Dalla CM londinese…. “giro il resoconto della prima volta dell’amico Max, colui che mi ospitò a dicembre; garzie grazie. “Con colpevole ritardo (più o meno due anni), sono finalmente riuscito a unirmi al serpentone critico (di nome e di fatto) dei ciclisti londinesi, l’ultimo venerdì del mese scorso. E con ancor più colpevole ritardo, nonostante le ripetute sollecitazioni, condivido quest’esperienza d’oltremanica con i bloggisti-ciclisti legnanesi. Se a Milano (e corregetemi se sbaglio) ci sono centinaia di partecipanti alla critical (e a Legnano decine), uno si immagina che a Londra ce ne siano migliaia. E quando mai; sarà anche colpa del fatto che quella di gennaio è la critical più fredda dell’anno, ma credo che non superassimo i duecento (anche se Toto, valido ciclista milanese, sostiene che fossimo almeno quattrocento).
Coloratissimi (soprattutto per le giacche gialle fosforescenti che i previdenti ciclisti londinesi non fanno a meno di indossare), rumorosissimi (con mega impianti con tanto di amplificatore alla buona collegato al retro della bici) e soprattutto incazzatissimi. Almeno vista la frequenza con la quale ci siamo fermati nel centro della città per bloccare il traffico e alzare le bici al grido di “more bikes, less cars”. E qui si è confermato che a Londra la rivalità mai sopita tra ciclisti e tutte le categorie motoristiche (soprattutto taxi e bus) è a un punto di non ritorno. Con tutto che a Londra ci sono corsie per i ciclisti quasi ovunque, e che con la tassa d’ingresso al centro, ci sono la metà delle macchine del centro di Milano.
In tutto questo, eravamo accompagnati da una nutrita schiera di poliziotti metropolitani, ovviamente in bici. E non credo abbiano gradito i continui blocchi del traffico, perchè dopo il trentesimo e passa blocco dei ciclisti incazzati, si sono incazzati pure loro, e invece delle bici hanno iniziato ad alzare il taccuino distribuendo multe a tutti i partecipanti della critical che passavano col rosso. La polizia sarà anche più disponibile di quella italiana, e magari non porta le pistole, ma ha la stessa capacità di ragionare dei nostri. E quindi, come si dice dalle mie parti, abbiamo ammuccato e portato a casa.
A questo punto il gruppo ha iniziato ad assottigliarsi vertiginosamente, anche perchè si era fatta una certa ora (la critical inizia alle 7) e a Londra si mangia presto. E quando anche i miei validi compagni ed io abbiamo cominciato a pensare che una birra al pub sarebbe stata più attraente che continuare la critical, il serpentone ruota su se stesso e punta sul parlamento di Westminster. Dritti per la discesa da Trafalgar Square passando per Downing Street e stop al semaforo di Parliament Square, dove si è spenta la musica ma ci si è uniti ai manifestanti anti guerra in Iraq (che campeggiano ininterrottamente nella piazza dal marzo 2003) e si è bloccato il traffico di nuovo, prima di seminare definitivamente la polizia, e piazzarci con le casse davanti a una buckingham palace completamente vuota. La festa è durata 5 minuti 5, dopodichè la polizia, stavolta in macchina, è tornata a sirene spiegate a protezione dell’ultimo baluardo della monarchia inglese. Ma avendo fatto abbastanza casino da avere promosso la causa ciclistica anche tra le vette reali, abbiamo deciso di lasciare il gruppo alla volta dell�osteria portoghese di Camden. Ho saputo dopo che la regina in realtà non ci ha sentito, perchè ahinoi non c’era. Era al castello di Windsor, a riposarsi dalle fatiche della settimana. E allora chissà che la critical non si sposti verso la campagna inglese in primavera: una critical con the queen potrebbe fare bene alla causa ciclistica del regno….”
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Pubblicato da Albertocritico