La notte degli ECO MOSTRI

31/10/2009

Prosegue in Cantiere il cammino verso Copenhagen… vedendo la prima fanta-fiction ecoconsapevole, cenando e ballandoci sopra.

Ieri in Torchiera un nuovo passo, con la garanzia di ospitalità espressa dagli organizzatori danesi, e conferma della partenza in pullman da Milano per l’intera settimana di iniziative. Nella bella capitale scandinava si riverseranno tutte le organizzazioni ecologiste del nord e del sud del mondo, più e meno istituzionali. Dall’italia le realtà organizzate dal nord scelgono l’autobus che garantisce tempi decenti, 20 ore, un impatto inferiore al trasporto aereo low cost e lo stesso costo: 100€ circa.

E’ attiva una mail amica: COP15@ANCHE.NO


Verso Copenhagen

30/10/2009

programma

Anche qui si può andare in treno.. sulla mappa la stazione più vicina, Certosa, si trova un po’ più in alto a destra, ovvero la cascina in basso a sinistra.

Buona serata


Pronto intervento biciclette

15/12/2006

Traggo da un blog che consiglio a tutti: www.marcoboschini.it

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Come risolvere i problemi di inquinamento e congestione del traffico con un gruppo di manutentori a domicilio di biciclette! La rivoluzione dei piccoli passi quotidiani.

Bicittà consente, a chi desidera raggiungere comodamente il Centro Storico, di lasciare la propria auto in un parcheggio scambiatore gratuito (Via Cecati o Foro Boario) e di usufruire, con una modica cifra, di un mezzo comodo, veloce ed ecologico: la bicicletta.

Per potere noleggiare una bicicletta è necessario presentarsi alla cassa con un docunento di identità in corso di validità. Le altre norme da rispettare sono riportate nel regolamento (scaricabile al sito
www.municipio.re.it/ambiente).

Inaugurato nel 1989 come esperienza allora unica nel panorama nazionale, Bicittà costituisce uno degli impegni concreti dell’Amministrazione comunale in favore di una mobilità alternativa e sostenibile. A diciassette anni di distanza, il noleggio delle biciclette verdi conferma, infatti, la propria validità ed assume un ruolo importante nel contesto dei provvedimenti strutturali adottati dal Comune con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico, migliorare la mobilità cittadina, promuovere l’utilizzo delle due ruote e delle piste ciclabili e dei mezzi pubblici di trasporto.

Il servizio è gestito, per conto del Comune di Reggio Emilia, dalla Cooperativa sociale “Prima o Poi” che si occupa del reinserimento degli ospiti dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia.

Il progetto è solo una delle innumerevoli proposte che il Comune di Reggio Emilia ha attivato in questi anni per cercare di calmierare l’utilizzo dell’auto privata in città a favore del trasporto pubblico, della bicicletta e dei… piedi! Si va dagli incentivi per l’acquisto di mezzi ecologici alla sperimentazione dei percorsi casa-scuola a piedi, dal car sharing e car pooling al servizio di manutenzione biciclette a domicilio, dai parcheggi scambiatori con la possibilità di noleggiare una bicicletta al rinnovo del parco mezzi comunale.

Insomma, tanti progetti per un’unica, intelligente, strategia: far muovere i cittadini (e le merci) dentro la città con buon senso e leggerezza. Per una mobilità sostenibile.

Tutte le informazioni, la documentazione e i progetti li trovi al sito:
http://www.municipio.re.it/ambiente/infoambsito.nsf/mobilita


Ferrara, Città delle Biciclette.

23/11/2006

Bobo&Sam’s photos

Esiste in Italia una città conosciuta come la città delle biciclette. Questa città è Ferrara. Animato da un pò di curiosità ho cercato notizie sulla rete. Quasi subito mi sono imbattuto in una serie di dati statistici che proiettano Ferrara in testa ad ogni classifica sull’uso del mezzo a due ruote. In città ci sono ben 84 Km di piste ciclabili e la percentuale d’uso della bici è del 30%. Ho scoperto che esiste addirittura un Ufficio Biciclette! Così mi sono affrettato a spedire una mail a Gianni Stefanati, responsabile dell’ufficio per avere notizie più precise su quel che ho trovato. Molto gentilmente Gianni mi ha spedito un documento che spiega molte cose: le strategie usate dal comune per incentivare l’uso della bici, le scelte che il comune ha fatto nel corso degli anni, i metodi per rendere sicuri ed agevoli gli spostamenti su due ruote. Un esempio? In città ci sono dei posti bici attrezzati con dei compressori per pompare le ruote… compressori al posto dei distributori di benzina… un futuro scenario possibile? In attesa di girare Ferrara in bicicletta non mi rimane che pubblicare qui sotto il documento,secondo me molto ben fatto!!

Comunicare la bicicletta

Strategie di fidelizzazione del ciclista urbano. Il caso di Ferrara.

La città di Ferrara è oggi riconosciuta in modo unanime come la città italiana della bicicletta. Ovviamente non è stato sempre così ma è il frutto di un tenace lavoro di valorizzazione culturale della bicicletta come strumento ottimale di trasporto urbano condotto in questi ultimi dieci anni con un progressivo ed innegabile sostegno dei decisori politici.

L’anno che fa da confine tra una normale considerazione della bicicletta come scontato mezzo di spostamento (del resto fatto comune ad ogni città di un’area geografica vasta e morfologicamente adatta che è la pianura padano-veneta) a una presa di coscienza del fatto che, se opportunamente incentivata, la bicicletta poteva rappresentare un valore di riferimento simbolo della città e patrimonio culturale degli stessi cittadini, è il 1995.

Come bene immateriale, l’andare-in-bicicletta si integra nel bene urbanistico che ha valso a Ferrara il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità e in quanto tale rientra nei Piani di Tutela di Gestione e di Conservazione dei siti UNESCO, è un concetto che si è andato affermandosi gradualmente ma che è oggi totalmente condiviso da cittadini, commercianti e politici.

Non è un caso che le politiche di promozione dell’uso della bicicletta abbiano avuto inizio, appunto nel 1995, con una caratterizzazione turistica attraverso l’introduzione della Bicicard: una tessera riservata ai turisti che dava diritto a lasciare l’auto gratuitamente in un parcheggio di attestamento esterno alla città, a ricevere una bicicletta per il tempo di permanenza e a godere di sconti negli hotels, nei ristoranti e nei negozi convenzionati oltre all’ingresso libero nei musei civici.

A monte di questa data vi è stato un intervento forte che ha segnato la sorte di Ferrara come città di ciclisti, mi riferisco alla scelta coraggiosa per i tempi (siamo sul finire degli anni ’60) di chiudere il centro storico al passaggio non solo delle auto, ma anche dei ciclomotori. Con coerenza, fino ad oggi, mentre assistiamo al progressivo ampliamento della zona a traffico limitato, qualsiasi mezzo a motore a due ruote viene trattato alla stregua di un auto quando invece le altre città italiane hanno il centro invaso dagli scooters.

Vere e proprie politiche di promozione e valorizzazione dell’uso della bicicletta sono ufficializzate tra le azioni del governo della città a partire dal 1996 con l’istituzione dell’Ufficio Biciclette, rimasto per diversi anni il primo e unico in Italia. Era chiaro a tutti, associazioni di ciclisti e politici sensibili, che non era possibile realizzare a breve termine un sistema di infrastrutture per favorire fisicamente l’utilizzo della bicicletta ma che si doveva procedere nel mantenimento della quota di spostamenti in bici tradizionale (nel 1991 era del 21,1%) contrastando l’immagine mediatica positiva che viene assegnata all’automobile e ciò si poteva attuare solo nel medesimo campo della pubblicità lavorando sul principio chiave dell’appartenenza ad una comunità che vive la bicicletta come un prodotto d’uso a tipicità locale di cui andare fieri, gradito a tutti, senza distinzione sociale.

Per palesare questo concetto, lo slogan Ferrara, città delle biciclette doveva apparire ovunque e doveva essere fatto proprio da cittadini ed attività commerciali e turistiche. All’inizio furono apposti cartelli con lo slogan ad ogni ingresso della città, poi cominciò ad apparire sugli autobus per finire anche sulle bustine di zucchero in distribuzione nei bar. Il binomio Ferrara-bicicletta nel giro di pochi anni poteva dirsi consolidato ma ciò non bastava, anzi rischiava di avere effetto boomerang, politicamente parlando, se non si davano ai cittadini risposte concrete in termini di sicurezza. Bisognava eliminare ogni rischio di formazione di un partito trasversale di politici amici della bicicletta in contrapposizione ad un altro di fautori dell’auto o, peggio ancora, di inerti: il raggiungimento di standard di sicurezza per i cittadini-ciclisti doveva far parte del programma di ogni gruppo politico e la realizzazione progressiva della rete ciclabile non doveva incontrare ostacoli all’interno dell’amministrazione della città.

Lo scopo è stato raggiunto tramite il ritorno d’immagine positiva della città per l’alta percentuale d’uso della bicicletta che costantemente viene riflessa dai media nazionali e internazionali (giornali, riviste, televisione, internet) e dai riconoscimenti in Italia e in Europa, come quelli della Commissione Europea per l’organizzazione della Settimana della Mobilità e Città Sostenibile.

Il principale strumento per l’attuazione delle misure infrastrutturali è dato dal Biciplan che contiene le indicazioni generali per lo sviluppo della rete ciclabile e le azioni di completamento per agevolare la mobilità ciclistica come ciclopark differenziati in relazione al tipo di utilizzo, pompe pubbliche (distributori d’aria per gonfiare le biciclette), segnaletica dedicata. Sfruttando al meglio le rare possibilità di cofinanziamento offerte dal governo regionale e nazionale è stato possibile portare a compimento gran parte delle indicazioni espresse nel Biciplan.

La rete ciclabile di Ferrara può oggi contare su oltre 80 km di percorsi protetti e molti cantieri sono aperti mentre procede a ritmo serrato la progettazione dei tratti e delle piste ciclabili radiali mancanti nonché la messa in sicurezza dei punti critici di conflitto tra ciclisti e mezzi motorizzati a cura dei settori Lavori Pubblici e Mobilità. Il Comune di Ferrara, nell’ambito del processo di Agenda 21 tiene costantemente monitorata la mobilità ciclistica e promuove azioni esterne di promozione dell’uso della bicicletta. L’Ufficio Biciclette trae dall’insieme dei dati degli indicatori informazioni essenziali per intervenire con azioni dimostrative e promozionali. La mobilità scolastica in bici a Ferrara si attesta al 20% e riteniamo ci siano margini di incremento; per questo è stata avviata la campagna “W la Bici” destinata ai ragazzi e alle ragazze dagli 8 ai 14 anni, parallelamente l’uso della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro risulta modesto: per questo è stato avviato il progetto “In bici sul posto di lavoro“, con la distribuzione di biciclette ad uso gratuito ai dipendenti comunali che si impegnavano a lasciare l’auto a casa per andare al lavoro. Ancora, per quei cittadini che abitando troppo lontano dalla città
(mediamente da 8 km) e sono costretti ad usare l’auto è stato approntato un apposito servizio di biciclette pubbliche nei principali parcheggi di attestamento. Per i turisti sono invece disponibili ben 7 punti di noleggio a gestione privata.

Ormai si visita Ferrara non solo per i monumenti e per le grandi mostre ma anche per godere di una città vivibile in bicicletta. Il turismo sostenibile è uno dei principali indirizzi perseguiti dall’Amministrazione Comunale, recentemente è stato anche realizzato un depliant dedicato al Turismo verde a Ferrara – città delle biciclette con una mappa della rete ciclabile e l’indicazione delle strutture di accoglienza che si sono dotate di sistemi per migliorare il rapporto con l’ambiente secondo il decalogo Ecolabel.

Sono questi soltanto alcuni esempi di interventi mirati realizzati che sono sempre accompagnati da un’informazione a stampa tramite il periodico “Piazza Municipale” del Comune di Ferrara distribuito gratuitamente a tutte le famiglie e in alcuni casi, come per l’operazione “Ladri di Biciclette“, destinata a contenere il fenomeno dei furti, da apposite pubblicazioni a depliant (InfoBici).

In termini statistici i risultati sono complessivamente buoni, l’uso della bicicletta tra i cittadini residenti è passato dal 21,1%
(1991) al 24,5 (1997) al 27,4% (2002) attestandosi al 27% negli anni successivi e se si considera la totalità degli spostamenti comprendendo anche i non residenti e gli studenti pendolari si raggiunge il 30,9%.

La condivisione politica e la comunicazione estesa sono alla base del successo ottenuto; siamo anche convinti che l’istituzione dell’Ufficio Biciclette (riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente come esempio fondante di sostenibilità) abbia rappresentato lo strumento ideale per l’accelerazione, il coordinamento e la concretizzazione di idee, azioni e progetti. Una riprova è data dal numero di città italiane che in questi ultimi due anni si sono dotate di analogo ufficio, da Torino a Bari, da Cuneo a Venezia, da Verona Pescara, in totale una trentina di Comuni che dialogano tra loro per scambiarsi idee e azioni attraverso il gruppo di lavoro Uffici Biciclette di Agenda 21 Italy coordinato dalla città di Ferrara.

Per approfondire: Comunicare la Bicicletta